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A.M.T. Analisi Minerale Tessutale

L’Analisi Minerale Tessutale o Tissutale (Mineralogramma) AMT è un’analisi chimica di laboratorio eseguita in spettrofotometria su un campione di capelli che permette di dosare i livelli di minerali nutrizionali-addizionali e i principali minerali tossici intracellulari presenti nell’organismo.

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L’uso dell’Analisi Minerale Tessutale per la rilevazione delle sostanze minerali tossiche presenti nell’organismo già nel 1979 è stato riconosciuto scientificamente accettabile dall’EPA, Environmental Protection Agency, ente federale americano preposto alla tutela ambientale.

Il campione di capelli prelevato dalla zona occipitale o lateroparietale della testa limitatamente ai 2-3 cm più vicini al cuoio capelluto, viene inviato in un laboratorio qualificato, selezionato per la professionalità e la qualità della metodologia analitica adottata.

L’apparecchiatura utilizzata  (uno spettrofotometro  ICP-AES) in una corrente di argon genera un plasma (una “fiamma” senza combustione) che raggiunge temperature tra gli 8.000 e i 10.000 °C: a questa temperatura, ogni elemento mineralizzato emette una radiazione luminosa con una specifica lunghezza d’onda, che opportunamente misurata consente di determinare presenza e quantità dell’elemento stesso.

I valori così ottenuti vengono elaborati e interpretati seguendo le metodologie e gli schemi ideati dai maggiori studiosi e ricercatori mondiali di analisi minerale del capello, quali Paul Eck, Lawrence Wilson e David L. Watts.

L’Analisi Minerale Tessutale così eseguita ci consente di rilevare:

  1. i livelli assoluti dei minerali nutrizionali più importanti, e l’eventuale discostamento, in carenza o in eccesso, dal range di normalità
  2. la eventuale presenza di minerali tossici
  3. i valori dei più importanti rapporti tra i vari minerali nutrizionali, che ci permettono di valutare alcuni fenomeni biologici fondamentali dell’organismo, quali
  4. il funzionamento dei processi ossidativi a livello cellulare: i rapporti tra i vari minerali nutrizionali ci permettono di misurare la velocità delle reazioni di ossidazione, e quindi di produzione energetica, nelle cellule dell’organismo
  5. l’attività del sistema nervoso autonomo, rapportato soprattutto al suo ruolo nella gestione dello stress attraverso la regolazione del sistema endocrino.

 

L’Analisi Minerale Tessutale o Tissutale A.M.T. fornisce:

  1. l’individuazione della tipologia metabolico-ossidativa (lenta o veloce)
  2. la valutazione funzionale della ghiandola tiroidea nell’ambito della sua attività di regolazione della produzione energetica
  3. la valutazione funzionale del surrene in risposta agli agenti stressogeni e nei confronti dei processi ossidativi
  4. la descrizione dell’intervento del SNA nella gestione dello stress e nella definizione della individualità metabolica (simpaticotonia – parasimpaticotonia)
  5. l’indicazione delle scelte nutrizionali più appropriate per il destinatario dell’Analisi
  6. l’elaborazione di uno schema di trattamento con integratori.

 

L’Analisi Minerale Tessutale ci permette di conoscere con buona approssimazione il livello medio di minerali contenuti nelle nostre cellule nei due-tre mesi antecedenti l’indagine. L’A.M.T. non va considerata un freddo elenco di minerali accatastati dentro le cellule, ma una raccolta-dati dinamica che, attraverso l’analisi dei livelli dei singoli elementi e lo studio dei rapporti tra i minerali più significativi, permette di elaborare una valutazione complessiva dello stato di salute e una proiezione sulle tendenze patologicheL’informazione principale che si evince dal mineralogramma riguarda la tipologia metabolica. Analizzando i livelli di alcuni minerali più importanti , quali il calcio, il magnesio, il sodio e il potassio, e soprattutto i rapporti tra i loro valori, è possibile stabilire quale delle due componenti del Sistema Nervoso Autonomo è prevalente, se la branca Simpatica o quella Parasimpatica, con le ricadute metaboliche che questa distinzione comporta. La classificazione metabolica viene ulteriormente definita dal test mineralografico attraverso la valutazione della velocità di ossidazione cellulare, che è la velocità con cui le cellule dell’organismo bruciano i substrati alimentari per produrre energia. La velocità ossidativa è diretta espressione della funzionalità di due ghiandole endocrine strettamente connesse con la produzione energetica corporea: la tiroide e il surrene. E’ interessante notare che non sempre l’efficacia periferica dell’attività di una ghiandola endocrina è correlata al livello di ormone circolante. Livelli normali o addirittura elevati di ormone tiroideo possono accompagnarsi a scarsa stimolazione delle cellule bersaglio, ad esempio per carenza di cofattori (come il potassio, che sembra svolgere un ruolo di tipo “permissivo” nel meccanismo di trasmissione del messaggio ormonale). Ecco l’originalità dell’analisi minerale tessutale: attraverso i minerali, ci fornisce informazioni sull’attività dell’ormone a livello “cellulare”. Un’altra importante valutazione che il test mineralografico del capello ci consente di effettuare riguarda il tipo di risposta dell’organismo allo stress. Hans Selye, un endocrinologo austriaco di nascita ma naturalizzato canadese, negli Anni Trenta portava a compimento una ricerca, straordinaria per l’originalità e l’anticipo sui tempi, circa i processi attraverso i quali l’organismo cerca di contrastare lo stress. Selye coniò la definizione di “sindrome da adattamento generale” (S.A.G.) per indicare le manifestazioni cliniche evocate dalle varie fasi della risposta dell’organismo agli agenti stressanti. La risposta allo stress comincia sempre con la fase di reazione d’allarme, a cui fanno seguito, se permane lo stimolo stressogeno, la fase di resistenza ed infine la fase d’esaurimento. Stabilire con certezza il livello la velocità di ossidazione cellulare e il grado di funzionalità di tiroide e surrene consente di personalizzare al massimo la strategia curativa, con scelte precise e mirate di alimenti e di integratori, minerali e vitamine. Un altro campo di utilizzo del test mineralografico del capello è la determinazione della presenza nell’organismo di metalli tossici, provenienti dall’ambiente (cibi, aria, acqua, esposizioni professionali). Il capello costituisce un tessuto di elezione per il deposito di tale sostanze, e quindi rappresenta un ottimo materiale d’analisi. Già nel 1980 l’uso dell’A.M.T. per la rilevazione delle sostanze minerali tossiche presenti nell’organismo è stato riconosciuto scientificamente idoneo dall’EPA, Environmental Protection Agency, ente federale americano preposto alla tutela ambientale.

L’analisi minerale tessutale è una vera e propria biopsia di un tessuto molle dell’organismo, quale il capello è a tutti gli effetti, e il suo contenuto medio di minerali rispecchia abbastanza fedelmente i valori mediamente presenti negli altri organi corporei. Le divergenze tra i dosaggi dei minerali nelle analisi del sangue e quelli del test mineralografico dipendono dal fatto che si tratta di due metodiche completamente diverse, e quindi non è corretto aspettarsi dei risultati sovrapponibili.

L’esame del sangue fotografa la quantità di un minerale presente nel sangue in quel preciso momento e in quella determinata porzione vascolare, regolata da meccanismi omeostatici che ne garantiscono una certa costanza di concentrazione e oscillazioni molto scarse.

L’A.M.T. misura il livello medio dei minerali contenuti nelle cellule durante un periodo di due-tre mesi. Il range di minerali rilevati è quello che effettivamente raggiunge i tessuti, e che è implicato nei meccanismi di rinnovamento e di riparazione cellulare, così come nei processi metabolici deputati alla produzione energetica

Credits: Batmad.it
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